S. Valentino e S. Parcheggino




Ci sono tanti santi a cui ci votiamo quotidianamente per un aiuto nelle vicende della vita. E mentre a San Valentino più che altro chiediamo di farci incontrare l’anima gemella entro il 14 febbraio, per non essere tra quelli che lo passano a cena dalla nonna, a San Parcheggino chiediamo di farci arrivare in tempo nel fortunato caso in cui abbiamo un appuntamento…per San Valentino!

Ecco un simpatico racconto di S. Valentino e su come spesso ci si appelli a santi che non conoscevamo!


Il dilemma del prigioniero di WhatsApp


Stai insieme a lei da poco ma non così poco, un mesetto circa, e sei ancora in quella fase in cui non appena ricevi un suo messaggio, ti batte forte il cuore. E sei tentato di non aprire WhatsApp subito, per non farle capire che fremi dalla voglia di leggere ciò che ti ha scritto! Anzi, aspetti magari un pochino (10 minuti, di più sarebbe palese il goffo tentativo di apparire disinteressati) ed ecco che leggi le sue due righe striminzite: “Ehi come va?”. Speravi in qualcosa di più dolce, ma nella vita bisogna anche sapersi accontentare.


Ebbene, cosa rispondere? Ti arrovelli nel tentativo di rispondere brillantemente a quelle tre parole. “Ehi, tutto bene e tu?” è la risposta più geniale che ti esce. Nella vita, ti ripeti, bisogna sapersi accontentare.


La trappola del 14


Lei risponde poco dopo, “tutto ok, dai. Sono a cena da mia madre, tu che combini?” e finalmente, dopo una serie di messaggi dal tenore simile – patetico – trovi l’occasione giusta per porre la domanda che, alla fine, è quella che davvero conta: “Ci vediamo sabato sera?”. Tuttavia, passano i minuti e lei non risponde.


Qualcosa non torna. Diamine, un istinto dal profondo ti rende irrequieto al punto che sei quasi a disagio. Cosa c’è che non va? E come ad un fulmine a ciel sereno, capisci tutto: oggi è San Valentino, e tu ti sei totalmente dimenticato dell’esistenza di questa festività: non hai prenotato un ristorante, non hai pensato ad un regalo; i fiorai sono una razza in estinzione e comunque lei non si accontenterà (dove sono finite le donne di un tempo?!).


A S. Valentino, la fortuna aiuta gli audaci


Il panico ti assale ma decidi che non tutto è perduto: la porterai fuori a cena in un posto di classe e le regalerai quegli orecchini che la tua ex ti ha restituito dandoti del porco, quando vi siete lasciati.


Inizi a sfogliare The Fork per trovare un ristorante che abbia un tavolo per 2 libero domani sera, che è S. Valentino. Dopo ore di ricerca, trovi finalmente un kebabbaro che sembra avere un dehors decente e dista solo 12 km da casa di lei.

Decidi che non è il caso di giocarsi tanto presto la carta del ristorante esotico di cucina turca e allora capisci che i soli ristoranti che hanno tavoli liberi sono quelli che all’ingresso chiedono in pegno un rene, per assicurarsi che il conto salatissimo venga effettivamente pagato.


Il telefono squilla: una voce femminile si presenta nominando un ristorante che ti piace un sacco e ha prezzi ragionevoli. “Abbiamo visto che ha provato a prenotare da noi. Si è liberato un tavolo per due per domani sera alle 8.30, potrebbe andare bene?”. Ringrazi Dio, gli Spyware, il 5G e chiunque ti abbia aiutato!


Quando ti appelli a S. Parcheggino


Vestito buono, macchina tirata a lucido, profumo nei punti giusti, mentine nel taschino: è tutto pronto.


La passi a prendere sgommando, lei sfavillante – l’idea di farle pensare che fosse una sorpresa, e non certo che ti stavi per dimenticare di S. Valentino, è stata brillante, te lo concedi! – emana felicità da tutti i pori, lo sguardo d’amore che ti accarezza il viso, una volta in macchina posa la sua mano sulla tua che governa il cambio. Sembra l’incipit di un film soft-core, ma sai che per il dessert – quelo vero, non quello del ristorante – c’è ancora da aspettare!


Il navigatore ti porta al ristorante: ecco, vedi l’insegna e le vetrine. Ti sale già l’acquolina in bocca e inizi a cercare parcheggio.


Fast forward 20 minuti dopo: lei sbuffa come un bufalo inferocito, braccia conserte, sopracciglia corrucciate. Ma è colpa tua se non trovi un buco di parcheggio neanche a pagarlo?? Ed è lì che ti viene in mente l’idea: Spotter!


Spotter è S. Parcheggino e ti salva il S. Valentino


Apri l’App, cavolo chissà perché ci pensi sempre troppo tardi. Taaac, vedi subito un posto che si sta liberando due vie più in là: prenoti l’informazione, speri che l’altro sia puntuale.


In pochi minuti raggiungi il luogo, riconosci l’auto dalla foto dell’App e vedi un ragazzo salire e accendere il motore! Con la mano ti fa un bell’ “OK” ed esce dal parcheggio, lasciandotelo libero e comodo.


Apri Spotter, confermi che tutto è avvenuto correttamente e, anzi, ringrazi sentitamente S. Parcheggino. Perché senza di lui, S. Valentino avrebbe avuto una relazione sulla coscienza in più (oltre alle innumerevoli che già ha!).


Spotter: l’App che ti trova parcheggio senza stress, grazie alla sua Community!


Ti è piaciuto questo racconto? Forse ti ci ritrovi salvo l’ultima parte, quella dell’App sui parcheggi. Ti sembra pura utopia? Beh, non lo è: Spotter è già qua!


La Community è per ora solo a Milano, ma si sta espandendo velocemente e più siamo, più possiamo aiutarci con il parcheggio: entra anche tu, che aspetti? Ah, dimenticavo: quando lasci il parcheggio ad un altro membro della Community, Spotter ti remunera con Buoni Amazon e Gift Cards! Figata, vero?

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Spotter è un’App di sharing di parcheggi, che ti permette di condividere, di trovare parcheggio e di ottenere ricompense come Buoni Amazon e Gift Cards.

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